Gacka 2016

Gacka2016 (1)   Come ogni anno siamo partiti alla volta del fiume Gacka in Croazia. Il gruppo piuttosto numeroso si è adeguato subito ai ritmi del luogo e la voglia di pescare di ognuno di noi, ma non solo, ha fatto il resto per la buona riuscita dell’evento.
Da diversi anni ormai ci rechiamo puntualmente a pesca sulla risorgiva più importante d’Europa. Una famiglia ci accoglie e con loro abbiamo instaurato un rapporto di stima/fiducia che va avanti da tempo, per cui ci sentiamo in famiglia anche se siamo in terra Croata a 500 Km da casa.
Gacka2016 (2)Ascoltando la testimonianza di un pescatore che abbiamo incontrato sul fiume, il mese di maggio è partito molto bene, con buone schiuse, con pesce di taglia e ben fatto, ma si è rovinato un po’ a metà mese, avendo avuto un repentino innalzamento del livello dovuto probabilmente alle frequenti piogge in montagna. Ciò ha portato il fiume ad inondare nuovamente i campi e gli acquitrini adiacenti.
Giornalmente comunque, si è potuto constatare l’abbassamento continuo ma lento, verso i livelli che noi reputiamo ottimali.
Gacka2016 (3)Purtroppo in quei giorni avevamo ancora dai 30-40 cm. di acqua in più, che ai fini della pesca non guastavano più di tanto, ma che ci massacravano il fisico negli spostamenti continui, aggravati dalle temperature alte di fine maggio a cui non siamo ancora abituati.
Gli insetti presenti erano stupendi da ammirare nell’arco dell’intera giornata. Sono cose che da noi non esistono più e pianGacka2016 (7) piano diventano rare anche qui. Quindi se ci si trova immersi è uno spettacolo da ammirare. Schiuse continue di tricotteri di ogni tipo e dimensione, mosche di maggio di dimensioni ragguardevoli e maggiolini (Melolontha melolontha) che cadevano qualche Gacka2016 (4)volta nel fiume e diventavano preda delle grosse trote in caccia.
Abbiamo notato una forte differenza nella pesca rispetto all’anno scorso, probabilmente dovuto al tempo meteorologico e alle schiuse, ed era la maniera, il modo, di come il pesce si cibava dell’insetto. L’anno scorso poche schiuse, un tempo piovoso per tutto il fine settimana e i pesci che salivano più facilmente muovendo o spostando di poco le imitazioni di tricotteri sull’acqua. Quest’anno con massicce schiuse e tempo soleggiato, molto soleggiato, l’esca non doveva muoversi assolutamente e al minimo dragaggio era scartata. Quindi pesci più selettivi.
Gacka2016 (5)Molti bei pesci arrivavano fin sotto l’esca e ritornavano subito in Gacka2016 (6)profondità scoprendo l’inganno nascosto. Tutto questo si poteva ben notare dal movimento dell’acqua che si intravedeva sotto la nostra imitazione a quel punto rifiutata. Con la misura dei finali non si poteva scendere più di tanto perché le alghe presenti, sotto cui si rifugiava repentinamente il pesce allamato, rompevano facilmente il tip facendo fuggire la nostra preda.
Le ore di pesca più proficue erano dalle 11 alle 12 e successivamente dalle 18 alle 21 in maniera più massiccia ma tuttavia nell’arco dell’intera giornata si poteva raccogliere qualche altra buona cattura, sempre se il pesce si era calmato dal continuo passaggio di pescatori. Infatti una nota un po’ dolente è la presenza massiccia di pescatori che erano, visti i livelli ancora alti, poco distribuiti sul fiume e quindi più riuniti in certi spot.
Gacka2016 (8)Unica nota che mi ha rattristato un po’ l’uscita è la constatazione che purtroppo la valle del Gacka anno dopo anno sta cambiando. Il progresso, se si può ritenerlo tale, sta avanzando inesorabile. Non pretendo che tutto rimanga come prima ma vedendo gli ultimi cambiamenti mi sembra che sia iniziata una corsa che ci farà perdere molto velocemente una perla della pesca a mosca, una perla della natura.
Io ho cominciato a conoscerlo e frequentarlo dalla fine della guerra e anno dopo anno ho visto dei cambiamenti continui. Si è passati in poco tempo alla costruzione dell’autostrada a metà montagna che ha rovinato il perfetto silenzio che c’era. Ora di sottofondo se ne sente sempre il brusio continuo, anche nei fine settimana che si presume il fermo dei camion. Sono state riammodernate le strade e con l’autostrada e la facilità degli maggiolinospostamenti, arriva nella valle molta più gente, molti più turisti. Quest’anno per la prima volta ho costatato che ci sono anche le canoe al terzo ponte. Le fanno scendere in acqua cento metri prima e la gente si fa trasportare fino a Otocac sull’acqua. Questo non disturba molto e al pesce non dà fastidio la canoa, ma questo, non la canoa ma il fatto in sé, per me segna l’inizio di una nuova strada, l’inizio di un percorso per altre discipline sportive o attività umane a discapito di quella ricerca della natura a cui noi pescatori aspiriamo.
L’aumento demografico tra residenti e turisti mi allontanerà sempre più da quello che cerco e che tutti noi cerchiamo con la pesca. “Staccare per due tre giorni la spina”. Ne sono la prova le mountain bike e le moto da enduro che svettano già, tanto in tanto, per le strade sterrate, inoltre hanno fatto delle abitazioni vicine al fiume, e gli scarichi dove Gacka2016 (9)andranno? l’agricoltura si sta aggiornando meccanicamente con irroratori e diserbanti per avere prodotti sempre più abbondanti, come in fin dei conti è successo a casa nostra tempo fa, non posso fargliene una colpa, ma di questo passo le schiuse per quanto tempo ci saranno ancora?
Quei posti sono un punto, a me vicino, ancora incontaminato. Ora che sto vedendo accadere tutto questo penso: per quanti anni ancora potrò frequentare questi luoghi? E per quanto tempo ancora potrò fare questi fantastici viaggi nella natura in buona compagnia, prima che arrivi anche lì, come da noi, una pista ciclabile ad impedirci di transitare, banchettare, dialogare di pesca e stare a contatto del fiume solamente perché è una questione di interessi economici e non perché effettivamente ve ne sia il bisogno.
Gacka2016 (10)Prima o dopo dovremo cercare altri spot sempre più lontani, sempre più dispendiosi.
Probabilmente è un desiderio inconscio del genere umano che non si rende conto che si sta privando, in questa corsa folle ai consumi, di tante semplici e belle gioie della vita.Quindi mi sono ripromesso di vivere questo tempo e di farlo durare il più a lungo possibile condividendo le bellezze della natura con i miei amici di pesca a mosca.

Viva il Fly Casting Club Verona e chi ne conosce e capisce le buone finalità.

r.t.

Clicca per visualizzare le foto del viaggio.

Questa voce è stata pubblicata in Reportages e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.